I DOMENICA DI QUARESIMA / B

La nostra vita in questo pellegrinaggio non può essere esente da prove ed il nostro progresso si compie attraverso la tentazione. Nessuno può conoscere se stesso se non è tentato, né può essere coronato senza aver vinto, né può vincere senza combattere. Gesù Cristo ci ha trasfigurati in sé, quando volle essere tentato da satana. Se siamo tentati in Cristo, sarà proprio in Cristo che vinceremo. Il nostro progresso si compie attraverso la tentazione.” (S.Agostino).
All’interno del mondo creato, solo l’uomo può essere tentato. Possiamo quindi dire che la tentazione gli va riconosciuta come “privilegio”: un privilegio ben poco invidiabile, se la tentazione porta ad un’opposizione a Dio, ad una costruzione in proprio dell’esistenza. Tale, purtroppo, è spesso la nostra esperienza umana, cosicché finiamo facilmente per sovrapporre tentazione e tradimento, tentazione e peccato.
Il brano evangelico delle tentazioni di Gesù mostra la faccia positiva della tentazione, quella che offre l’opportunità di dichiarare e manifestare il proprio amore, quella che diventa un atto di coraggio, di fiera proclamazione della scelta unica e incondizionata per Dio.
Adamo non ha superato la prova. Il popolo di Dio nel deserto non ha fatto meglio. Con Gesù, il popolo, tutta l’umanità, ritorna sotto la signoria della Parola di Dio. Non possiamo illuderci di sottrarci alla prova, ma dobbiamo sperare di uscirne vincitori. Lo saremo sicuramente se saremo uniti con Cristo.

(d. MAURO ORSATTI)