Domenica 25 gennaio

III Domenica del Tempo Ordinario

Essere cristiano significa fare attenzione al “tempo” come kairos, a questo “momento speciale” di manifestazione di Dio nel nostro qui e ora. Vi si gioca la dimensione autenticamente profetica di ogni vita cristiana, nella attenzione a tutti i segni della presenza del Regno nella nostra storia.

Accogliere il Regno di Dio implica una condotta: “Convertitevi”, precetto urgente, “il tempo si è ormai fatto breve

(1 Cor 7,29), che accompagna il dono del Regno e genera un nuovo atteggiamento nei confronti di Dio e nei confronti dei fratelli.

Giona riceve la missione di chiamare alla conversione Ninive, la capitale dell’impero nemico di Israele. Il profeta, un ebreo amante della sua patria, si rifiuta di eseguire questo compito, ma alla fine accetta la volontà di perdono del Signore, che non ha confini razziali o religiosi.

Il Regno è grazia, ma per noi è anche un dovere. I primi discepoli hanno ascoltato la “buona novella” e sono stati chiamati ad associarsi alla missione di Gesù (Mc 1,16-20). Il Vangelo ha segnato profondamente la loro vita. Così deve segnare anche la nostra.

(G.Gutierrez)