Domenica 18 gennaio

Signore Gesù, io guardo a Te, ed i miei occhi sono fissi nei tuoi occhi. I tuoi occhi penetrano il mistero eterno del divino e vedono la gloria di Dio. E sono gli stessi occhi che videro Simone, Andrea, Natanaele e Levi. I tuoi occhi, Signore, vedono in un solo sguardo l’inesauribile amore di Dio e l’angoscia apparentemente senza fine di coloro che hanno perduto la fede in quell’amore e sono “come pecore senza pastore”.
Quando guardo nei tuoi occhi essi mi spaventano, perché penetrano come lingue di fuoco nel mio essere più intimo, ma anche mi consolano, perché queste fiamme sono purificatrici e risanatrici.
I tuoi occhi sono così severi, eppure così amorevoli, smascherano eppure proteggono, penetrano eppure accarezzano, sono così profondi eppure così intimi, così distanti eppure così invitanti.
Mi rendo conto a poco a poco che – più che “vedere” – desidero “essere visto”: essere visto da Te! Voglio dimorare sotto il tuo sguardo sollecito e crescere forte e dolce alla tua vista.
Signore, fammi vedere quel che Tu vedi – l’amore di Dio e la sofferenza delle persone – affinché i miei occhi possano diventare sempre più come i tuoi, occhi che possano sanare un cuore ferito.

(H. J.M. Nouwen)