Domenica 26 ottobre

Amerai dunque il tuo Dio e amerai tuo fratello, poiché “chi ama il suo fratello dimora nella luce e non v’è in lui occasione d’inciampo” (1Gv, 2,10). Amatevi quindi, fratelli carissimi, amate gli amici, amate i nemici. Che cosa perderete cercando di amare molti? Ascoltiamo il Signore, che nel Vangelo dice: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Da questo tutto sapranno che siete miei discepolo, se avete amore gli uni per gli altri” (Gv, 13-34-35).
Guardate come ha amato tutti il Signore stesso, che ci comandò di amarci a vicenda. Amò i suoi discepoli che lo seguivano sempre come compagni. Amò i giudei che lo perseguitavano come nemici. Predicò ai discepoli il Regno dei Cieli. Esso lo ascoltarono e, lasciata ogni cosa, lo seguirono; e disse loro: “Se farete ciò che vi comando, non vi chiamo più servi, ma amici” (Gv, 15,14-15). Erano dunque suoi amici quelli che obbedivano fedelmente ai suoi comandi. Pregò per loro quando disse: “Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato prima della creazione del mondo” (Gv, 17,24). Ma forse che pregò per gli amici e non nominò i nemici? Ascolta e impara. Durante la sua stessa passione, vedendo i giudei incrudelirsi contro di lui e gridare da ogni parte che fosse crocifisso, invocò a gran voce il Padre e gli disse: “Perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc, 23,24). Come se dicesse: “La loro malizia li ha accecati; la tua clemenza li perdoni”. E la sua invocazione al Padre non fu vana, perché in seguito molti giudei credettero e, divenuti credenti, bevvero quel sangue che crudelmente avevano versato e divennero suoi seguaci quelli che erano stati suoi persecutori. E’ questa la strada su cui camminò il Cristo. Seguiamolo, per non essere inutilmente chiamati cristiani.