Domenica 12 ottobre

Cerchiamo, fratelli miei, tra i fedeli, ciò che distingue i buoni dai cattivi: questa è la veste nuziale.
Se dicessimo che sono i sacramenti, vedete che sono comuni ai buoni ed ai cattivi. Si tratta del Battesimo? Indubbiamente, senza questo sacramento nessuno giunge a Dio, però non tutti quelli che lo hanno ricevuto arrivano a Dio. Non posso dunque credere che la veste nuziale sia proprio il Battesimo, perché è una veste che vedo sia nei buoni sia nei cattivi.
E’ forse l’altare, oppure ciò che si riceve dall’altare? Ma vediamo che molti se ne cibano e mangiano e bevono la propria condanna.
Cos’è dunque? E’ il digiuno? Ma digiunano anche i cattivi. E’ andare in chiesa? Anche i cattivi ci vanno.
Qual è allora? Ecco la veste nuziale: “Il fine di questo richiamo,” – dice l’Apostolo – “è la carità che sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera” (1Tm 1,5).
Questa è la veste nuziale! Non una carità qualunque: si vede spesso che si amano anche i cattivi, ma non c’è in loro “la carità che sgorga da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera“. Tale carità è la veste nuziale. Esaminatevi: se l’avete, rimanete tranquilli al banchetto del Signore. Frattanto progredite nella carità: amate il Signore e di qui imparate ad amare voi stessi; se amando il Signore amerete voi medesimi, allora amerete certamente i fratelli come voi stessi.

(S. Agostino)