I riti della Settimana Santa

Che significano i riti della Settimana Santa? Perché ci riuniamo? La risposta più ovvia è: per commemorare la morte del Signore! Ciò non basta.
La Pasqua, ha scritto S. Agostino, non si celebra a modo di “anniversario”, ma a modo di “mistero” (“sacramentum“). Ora si ha una celebrazione a modo di “mistero”, quando non ci si accontenta di rievocare un avvenimento del passato nel giorno in cui esso avvenne, ma lo si rievoca in modo da prendere parte ad esso (S. Agostino).
I riti della Settimana Santa non hanno dunque un significato soltanto storico o morale (commemorare degli eventi, esortarci all’imitazione) ma hanno un significato mistico: in essi deve avvenire qualcosa. Non si può rimanere fuori, come semplici spettatori o ascoltatori: bisogna entrarvi dentro, diventare “attori” e parte in causa. Noi, dunque, nella Settimana Santa, compiamo un'”azione”, e non soltanto una rievocazione. L'”azione” da compiere è questa: essere battezzati nella morte di Cristo. “Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella Sua morte? Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme con Lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,3-4).

(p. Raniero Cantalamessa)