Domenica 16 marzo

Seconda Domenica di Quaresima/A

Il Vangelo ci dice che il volto di Gesù appare cambiato. Tu sai che il volto rivela il cuore, rivela l’interiorità di un essere. Con gli occhi del tuo cuore contempla questo volto, ma attraverso il volto cerca il cuore del Cristo. Il volto di Gesù esprime e rivela la tenerezza infinita del suo cuore. Quando tu trovi una grande gioia, il tuo volto si illumina e riflette la tua felicità. E’ un pò quello che è avvenuto per Gesù nella trasfigurazione.

Se scruti il cuore di Cristo nella preghiera, scoprirai che la vita divina, il fuoco del roveto ardente, era seppellito nel fondo dell’essere stesso di Gesù. Con la sua incarnazione Egli ha “umanizzato” la vita divina per potertela comunicare senza annientarti, perché nessuno può vedere Dio senza morire.
Nella trasfigurazione, questa vita emerge in piena luce irradiando il volto e le vesti di Gesù. Tu contempli sul volto del Cristo la gloria di Dio. Nella trasfigurazione tutto il peso della gloria del Signore, ossia l’intensità della sua vita, si sprigiona da Gesù. Le figure di Mosè ed Elia convergono verso di lui. Non ci si può sbagliare: l’essere stesso di Cristo rende presente il Dio tre volte santo del roveto ardente ed il Dio vicinissimo ed intimo dell’Oreb. Tuttavia bisogna cogliere la dimensione della gloria di Gesù che prorompe in una maniera misteriosa nel suo “esodo” a Gerusalemme, cioè nella sua passione. E’ nel cuore stesso della sua morte gloriosa che Gesù manifesta questa intensità di vita nascosta il lui.

(J. Lafrance)