Riflessione della domenica

Domenica 17 Novembre 2013
XXXIII DOMENICA TEMPO ORDINARIO/ C

Verranno giorni nei quali, di quello che vedete non sarà lasciata pietra su pietra”. Non c’è nessuna città che sia eterna. Ma l’uomo sì, è eterno. Ogni uomo. Non resterà pietra su pietra, ma l’uomo resterà, frammento su frammento.
Questo Vangelo ci fa camminare sul crinale stretto, sulla lama sottile della storia. Da un lato il versante oscuro della violenza che distrugge (guerre, terremoti, alluvioni); dall’altro il versante pacificato, confortato da un’immagine minima e fortissima: “Neppure un capello del vostro capo andrà perduto”.
Al di là di guerre, di odio e cataclismi, oltre la stessa morte, viene un Dio esperto di amore, per il quale nulla è insignificante di ciò che appartiene all’amato. Sentire l’infinita cura di Dio per l’infinitamente piccolo. Una sola mia fibra interessa al mio Signore. Che cosa c’è di più attento e amoroso di un Dio che di perde a contarti i capelli in capo!
Il crinale della violenza che distrugge, il versante della tenerezza che salva. E noi a camminare nel mondo, mantenendo chiaro il confine. Il cristiano non evade, non si toglie; sta in mezzo al mondo e se ne prende cura. Sta vicino alle croci, non se capita, non per caso, non occasionalmente, con perseveranza, come suo progetto.

(p.Ermes Ronchi)