Riflessione della domenica

Domenica 27 Ottobre 2013
XXX DOMENICA TEMPO ORDINARIO/ C

Il segreto che conduce all’umiltà sta nel non vivere più per se stessi, ma per il Signore e nel Signore. Sta nel sapersi rinnegare davvero, senza ostentazione e retorica, senza affettazione e convenzionalismi, ma con naturalezza e semplicità. Il concreto vivere quotidiano è il banco di prova. Infatti, se non si rimane nell’ideale astratto ma si va alle situazioni reali della vita, ci si accorge che non vi è un solo aspetto della propria esistenza quotidiana che non debba essere sottoposto al crogiuolo della purificazione attraverso l’accettazione di ciò che ci ridimensiona e ci mette al nostro giusto posto, nell’umiltà.
L’umile ama avvolgersi di silenzio. Tace di se stesso per dare tutto il posto a Dio. È consapevole del niente che è, e desideroso di conoscere quello che è chiamato a divenire in Cristo. Non c’è, del resto, nessuno che possa ragionevolmente considerarsi migliore degli altri e ritenersi in possesso di buoni titoli di merito prescindendo dall’esperienza della misericordia di Dio. Ogni dignità ha la sua radice nel sacrificio redentore di Gesù Cristo.

(Anna Maria Canopi)